giovedì 29 novembre 2007

Un porno sarebbe stato più educativo!!



Riporto qui di seguito un giudizio sulla serie "Il capo dei capi", stasera ultima puntata...leggete un pò..

«La messa in onda di un film porno in prima serata avrebbe prodotto sicuramente effetti meno nocivi»: usa un paradosso Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, per bocciare Il capo dei capi, la fiction di Canale 5 dedicata alla storia di Totò Riina che chiude questa sera. Un prodotto, spiega Marziale in una nota, che propone «un messaggio offerto agli adolescenti pedagogicamente distruttivo» e che pertanto «non può essere affatto definito d’impegno sociale».

«La sceneggiatura redatta intorno alla centralità di una figura delinquenziale di così elevato rango - continua il presidente dell’Osservatorio - è da ritenersi antitetica al concetto d’impegno sociale, perchè la trasposizione mediatica del personaggio centrale risulta suadente in un’era in cui il successo è perseguibile speditamente e ad ogni costo, come nel caso della mitizzazione di gente indagata per gravissimi reati, che assurge al ruolo di ospite d’onore nei salotti televisivi e viene contesa a colpi di euro».

Per Marziale, «i media generalisti, da considerarsi a tutti gli effetti agenzie di socializzazione per le masse in età evolutiva, in quanto forgiando modelli finiscono per educare ed imporre stili di vita, dovrebbero prestare maggiore attenzione agli effetti che certe produzioni potrebbero sortire».

mercoledì 28 novembre 2007

Allarme clima dall'ONU: ultimo rapporto UNDP


Ridurre dell'80% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. Investire annualmente almeno 86 miliardi di dollari entro il 2015 in iniziative di adattamento delle infrastrutture e a tutela della popolazione povera a rischio per gli effetti del cambiamento climatico. Popolazione a rischio che già adesso ammonta a un miliardo di persone. E infine tassare le emissioni di anidride carbonica (Co2).

Sono queste le tre principali misure contenute nel rapporto dell'Undp (Il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) in vista della conferenza di Bali (3-14 dicembre) che dovrà negoziare l'accordo che darà seguito all'attuale Protocollo di Kyoto.

IL RAPPORTO - Il Rapporto sullo sviluppo umano 2007/2008, intitolato «Resistere al cambiamento climatico», fa notare che la maggioranza dei paesi Ocse è in ritardo rispetto agli impegni assunti. Sottolinea inoltre la discrepanza tra gli obiettivi fissati a livello politico per ridurre le emissioni di gas serra e le politiche energetiche attuali in molti paesi dell'Unione europea. Gli autori sostengono che i paesi ricchi stanno alimentando una crisi del debito ecologico che si ripercuoterà nel modo più immediato e profondo sui poveri del mondo.
Secondo il rapporto, mutamenti pericolosi del clima «saranno inevitabili» nei prossimi 15 anni se le emissioni seguiranno la tendenza dei 15 anni precedenti. Per questo i cambiamenti climatici «impongono all'umanità scelte sostanziali» e per evitare «rischi catastrofici» si può «solo» scegliere di «intervenire con urgenza» ma la «consapevolezza di questa urgenza al momento manca». Tra le novità del Rapporto, la proposta di istituire un fondo ad hoc di 25-50 miliardi di dollari l'anno per le energie sostenibili.

Ecco secondo il rapporto i principali effetti dei cambiamenti climatici:

POPOLAZIONI IN PERICOLO - Quasi un miliardo le persone che già oggi rischiano eventi catastrofici: 344 milioni quelle esposte a cicloni tropicali, 521 milioni a inondazioni, 130 a siccità, 2,3 milioni a frane. L'approccio attuale all'emergenza clima sarà cruciale per il 40% più povero, cioè circa 2,6 miliardi di persone. Per dare un'idea delle proporzioni, nei Paesi Ocse le catastrofi climatiche hanno colpito un abitante su 1.500, mentre nei Paesi in via di sviluppo il dato è di 1 su 19.

SALUTE - La diffusione delle principali malattie mortali potrebbe aumentare come la malaria, che già causa circa un milione di decessi all'anno e potrebbe colpire altri 220-400 milioni di persone. Inoltre l'espansione della febbre di dengue potrebbe aumentare le persone a rischio da 1,5 miliardi a 3,5 miliardi entro il 2080.

SICUREZZA ALIMENTARE - La malnutrizione potrebbe colpire 600 milioni entro il 2080.

ECOSISTEMI - Metà dei sistemi di barriere coralline è soggetto allo sbiancamento e i ghiacci si stanno sciogliendo, specie nella regione artica. Con un aumento delle temperature così veloce piante e animali sono in pericolo: se il pianeta dovesse scaldarsi di 3 gradi, il 20-30% delle specie terrestri sarebbe a rischio estinzione.

Ecco invece le possibili contromisure contenute nel rapporto:

OBIETTIVI - Riduzione di gas serra di almeno l'80% entro il 2050, con riduzioni del 20-30% entro il 2020 per i paesi ricchi (in linea con quanto deciso dall'Unione europea); riduzione del 20% di emissioni entro il 2050 per i paesi in via di sviluppo.

EMISSION-TAX - Tassazione delle emissioni a un livello di 10-20 dollari per tonnellata di Co2 nel 2010 con incrementi annuali fino alla quota di 60-100 dollari per tonnellata di Co2. L' adozione di sistemi di contenimento di scambio di quote di emissioni che riducano del 20-30% le emissioni di Co2 entro il 2020: il 90-100 per cento dei permessi deve essere scambiato entro il 2015.

ADATTAMENTO - Servono finanziamenti «nuovi e aggiuntivi» pari ad almeno 86 miliardi di dollari l'anno entro il 2015.

FONDO MITIGAZIONE - Creazione di un Fondo mitigazione cambiamenti climatici (Ccmf) dell'ammontare di 25-50 miliardi di dollari l'anno per investimenti in energie a basse emissioni nei paesi in via di sviluppo.

MIX ENERGETICO - Per l'Onu il nucleare avrà un ruolo importante ma non sarà la soluzione. Il 20% di rinnovabili fissato dall'Ue per l'elettricità «è realizzabile». Importanti i capitoli efficienza energetica e cattura e stoccaggio delle emissioni

POST-KYOTO - Giungere a un accordo internazionale vincolante che comprenda i paesi in via di sviluppo e dove i paesi industrializzati assumano un ruolo guida.

martedì 27 novembre 2007

Svizzera... inferno degli Africani..

Africani, state alla larga dalla Svizzera! Firmato: il governo svizzero.



L'ammonizione, sotto forma di uno spot tv, s'è materializzata nelle case di molti paesi africani martedì 20 novembre durante l'intervallo della partita amichevole Svizzera-Nigeria. Un immigrato di colore telefona al padre da una cabina telefonica e gli racconta di com'è bella e civile la Confederazione elvetica: in realtà vive sulla strada, s'arrangia con l'elemosina, ed è perseguitato dalla polizia. Una campagna anti-stranieri, per scoraggiare l'arrivo di altri cittadini africani, con un messaggio che non potrebbe essere più esplicito: non venite da noi, non c'è lavoro per tutti, finireste nel girone degli ultimi.

A confezionare l'annuncio è stato il dipartimento dell'emigrazione, il cui responsabile, Eduard Gnesa, ha dichiarato al Sonntags Blick, il quotidiano popolare di Zurigo che ha svelato il caso: "Abbiamo la responsabilità di aprire gli occhi a queste persone affinché si rendano conto della vita che potrebbe attenderle".

Il leader populista, e fresco trionfatore delle ultime elezioni politiche, il ministro della giustizia Christoph Blocher, ha benedetto l'iniziativa: "Dobbiamo dimostrare agli africani che non siamo un paradiso!". Gli svizzeri sembrano apprezzare. L'83 per cento dei lettori del Sonntags Blick si dice d'accordo con Blocher. Sui blog le voci critiche sono perlopiù isolate. "Dov'è finita la nostra identità? Se passeggio nella mia città, Biel, ho la sensazione di trovarmi in Africa. E' tempo di fermarli", scrive Bootvoll, la barca è colma, un nome che riecheggia il titolo del film del regista Markus Imhof sul mancato accoglimento di sei rifugiati politici nella neutrale Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale.

La disoccupazione è pressoché inesistente, ferma al 3,5 per cento, ma il governo motiva la sua campagna con le difficoltà a garantire agli immigrati di colore un regolare permesso di soggiorno, che viene concesso solo se si può vantare un impiego fisso. "La forza lavoro africana è ricercata poco o nulla" fanno notare dal dipartimento. "L'unica chance è quella di chiedere asilo, una trafila complicata e lunga, da cui intendiamo scoraggiarli. E poi il nostro è anche un modo per risparmiare sul budget previsto per i rifugiati".

"Migliaia di africani, in cerca di fortuna in Europa, annegano nel Mediterraneo" ammonisce Gnesa. "Anche da questi rischi intendiamo metterli in guardia". Lo spot sembra aver fatto scuola. Altri paesi europei intendono seguire l'esempio elvetico. Pare che l'Unione europea stia collaborando già con la Svizzera per mandarne in onda uno sulla tv pubblica del Camerun. Lo spot per il Congo invece è già quasi pronto.

lunedì 26 novembre 2007

Russia sempre più autoritaria



Lo zar abbassa la maschera e mostra il suo vero volto. La repressione a tutto campo del dissenso prende le forme dei manganelli, della polizia antisommossa, degli arresti di massa. Il fine settimana si chiude con centinaia di persone arrestate a Mosca e San Pietroburgo. Tra di loro, Garry Kasparov, l'ex campione di scacchi e leader de 'L'Altra Russia', Boris Nemtsov e Nikita Belykh, dell'Unione delle forze di destra, entrambi candidati alle politiche del 2 dicembre.

In vista delle elezioni della settimana prossima, le timide manifestazioni dell'opposizione (qualche centinaio di persone sabato a Mosca, poche migliaia ieri a San Pietroburgo) stroncate quasi sul nascere danno l'esatta immagine di una Russia che, senza accorgersene, quasi con compiacenza, sta lentamente affondando verso l'autoritarismo. La gente comune, più che avere paura, non ha nessuna voglia di scendere in piazza. Assuefatti alla propaganda televisiva, soddisfatti dell'operato di un presidente che ha sollevato un Paese la cui economia è cresciuta, dal '99, del 7 percento all'anno e la cui inflazione è precipitata dal 127 percento al 9 percento dello scorso anno, i russi sembrano essere addomesticati, narcotizzati da uno status quo che li fa rimpiangere sempre meno i 'bei tempi' del Partito Comunista, che a tutti, volenti o nolenti, provvedeva. Anche perchè oggi il Partito Comunista si chiama Russia Unita. Dal collasso dell'Unione Sovietica, il partito di Putin ha fagocitato gli oppositori, riducendo a zero il pluralismo e monopolizzando la scena politica. La Duma, il parlamento russo, è dominata dagli uomini del presidente, che rappresentano i due terzi dei deputati.

La Duma può rifiutare le candidature alle elezioni presidenziali, quelle per il governatore della Banca centrale, quelle per il Procuratore generale e per il Primo ministro. La Duma può porre la sfiducia al governo in carica e chiedere l'impeachment del presidente. Ma la Duma può anche emendare la Costituzione, e consentire allo zar un nuovo mandato presidenziale. Cosa che Putin ha escluso, per presentarsi forse come Primo ministro, o sotto altre vesti, che gli consentano comunque di mantenere il potere. E' in questa ottica che la Duma è così importante. Perché rappresenta l'organo costituzionale che legittima il potere del presidente. Ma che, nel caso russo, ne è docile e acquiescente emanazione. E forse è proprio in questa ottica che le blande manifestazioni del fine-settimana sono state prontamente zittite, così come agli osservatori internazionali è stato bloccato l'accesso al Paese per le elezioni del 2 dicembre. Perché rappresentano dei pericoli, seppur minimi, che la scintillante immagine dello zar venga offuscata, impedendo al fortunato volo del suo partito verso il controllo totale del Parlamento di procedere stabile e sicuro. Senza fastidiose turbolenze

venerdì 23 novembre 2007

Gomorra di Saviano conquista NY


Roberto Saviano si è conquistato un posto nell'Olimpo degli autori stilato dal New York Times. Il prestigioso quotidiano ha infatti inserito Gomorra (uscito poche settimane fa negli Stati Uniti edito da Farrar, Straus & Giroux con il titolo Gomorrah) nell'elenco dei cento migliori libri del 2007 nella sezione "non fiction".

Il libro di Saviano appare nell'elenco dei "100 notable books of 2007", stilato ogni anno dal New York Times, accanto a biografie, saggi, studi storici rigorosamente in ordine alfabetico, ognuno con due righe di motivazione e il rimando alla recensione. "Un viaggio personale nel violento impero internazionale della criminalità organizzata napoletana" si legge sulla copertina dell'edizione americana di Gomorra, cui il Nyt aggiunge: "un potente reportage che alla sua uscita ha scatenato un dibattito in Italia". Domani il quotidiano si occuperà nuovamente del libro con una recensione nelle pagine culturali, e annuncia che la sintesi dell'annata, ossia i migliori dieci del 2007, saranno resi noti sul sito il prossimo 28 novembre.

Il New York Times si era già occupato ai primi di novembre di Roberto Saviano che aveva definito "una sorta di Salman Rushdie nella lotta ancora irrisolta dell'Italia contro il crimine organizzato". Il quotidiano aveva presentato così il libro appena uscito negli Usa e la vicenda dell'autore di Gomorra, dedicandogli un ampio profilo nell'edizione del sabato. Il Nyt parla del libro di Saviano come di "un urlo letterario che fa nomi, degli assassini e degli assassinati, in uno stile ispirato dal criticismo dell'Italia privo di compromessi del regista Pier Paolo Pasolini e dalla devozione per i dettagli sporchi di Truman Capote".

In quell'occasione Saviano aveva detto al quotidiano di aver "sempre odiato, a livello personale, non solo intellettuale", i camorristi che ora lo hanno messo nel mirino e costretto a vivere sotto scorta. "E' un odio molto personale - aveva affermato lo scrittore - perché hanno rovinato il mio paese, forzato la gente a emigrare, ucciso persone oneste. So dove colpirli per farli veramente irritare".

L'opera prima del giornalista-reporter, caso letterario dell'anno, testimonianza di una realtà spietata e durissima, è intanto diventato uno spettacolo teatrale che dopo il felice debutto a Napoli arriverà presto a Roma, al teatro Valle, dove sarà in scena dal 27 novembre all'8 dicembre. Ma Gomorra sarà anche un film: i diritti cinematografici sono stati acquistati dalla Fandango, e la regia è stata affidata a Matteo Garrone che ha trasformato il romanzo-inchiesta in sei episodi. Tra gli interpreti anche Toni Servillo nel ruolo di un personaggio incaricato di far sparire e interrare i rifiuti tossici.

giovedì 22 novembre 2007

Ancora tagli alla Ricerca


Come al solito, in Italia, la ricerca non decolla, e non perchè manchino le menti e l'impegno, ma perchè non ci sono le risorse economiche...o per lo meno, ci sono, ma non si sà dove vadano a finire...
E' stato annunciato, con conseguente grande stupore e delusione da parte di Cnr, Agenzia spaziale italiana, Istituto nazionale di fisica nucleare, Istituto nazionale di atsorfisica, che i 50 milioni di euro in più stanziati già per il 2007, e previsti dunque nella Finanziaria 2006, sono stati ridotti del 40% per "motivi contabili", secondo quanto precisato dal Ministero dell'Economia.

Tale decurtazione, che chiaramente mette in difficoltà non solo gli enti che ne subiranno le conseguenze, non potendo organizzare, ad esempio, trasferte internazionali necessarie per mantenere salde le partnership avviate, ma anche chi vi lavora, comporterà, tra l'altro, una ricaduta nel bilancio del 2008, che sostanzialmente sarà identico a quello del 2007. Cioè quello più di sacrificio degli ultimi anni.

Viva l'Italia...

mercoledì 21 novembre 2007

Emergenza Bangladesh


Il ciclone Sidr, che il 15 novembre si è abbattuto nei distretti di Khulna, Baribal, Barguna e Mongolanel del poverissimo Bangladesh, ha fin'ora causato la morte di circa 3.500 persone, anche se il bilancio potrebbe aumentare a 10.000/15.000.
A migliaia di persone sono stati già prestati i primi soccorsi. Ma sono ben più ampi i bisogni sul terreno: il ciclone ha colpito scuole, edifici, strade. La quasi totalità del raccolto di riso è andata distrutta. Gravi anche le conseguenze per l'ambiente: un disastro ecologico, con la devastazione - ad esempio - del parco delle Sunderbans, la più grande foresta di mangrovie del mondo, patrimonio dell'umanità, oltre a una riserva eccezionale di animali rari.
Per sostenere gli aiuti, la Repubblica ha lanciato un appello, e cioè quello di partecipare alla raccolta fondi promossa da Agire, l'Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, che raggruppa alcune fra le più importanti e autorevoli organizzazioni non governative italiane presenti in questo momento in Bangladesh: ActionAid, Amref (African Medical and Research Foundation), Save the Children, Terre des Hommes, Vis (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo), Wwf.

Questi aiuti non risolveranno certamente la situazione del Paese, che soffre di gravi problemi di povertà riscontrabili anche in condizioni "normali"; sono però aiuti che, al momento, rappresentano un importante braccio col quale risollevarsi un pò.